Governance cooperativa, particolare attenzione ai soci e al territorio, impegno sociale. In questi elementi si esprime l'identità cooperativa e la mutualità non prevalente, che in quanto tale non comporta né ha mai comportato agevolazioni fiscali, da sempre connaturata alle Banche Popolari.
Da sempre attive nell'incentivare lo sviluppo del territorio e la crescita delle comunità di riferimento, le Banche Popolari adottano un modello di business incentrato sulla costruzione di rapporti stretti e duraturi con PMI e famiglie - il relationship banking - che ha favorito il continuo allargamento della propria base sociale, l'espansione delle attività e, conseguentemente, il rafforzamento costante dell'immagine della Categoria.
I mutamenti avvenuti nell'ultimo decennio all'interno del Sistema bancario hanno influito profondamente anche sul contesto evolutivo delle Banche Popolari. Le realtà più grandi della Categoria hanno acquisito il controllo di altre Popolari e di banche locali esterne, dando luogo a gruppi bancari di rilievo nazionale.
Questo processo di crescita e innovazione non ha però in alcun modo intaccato le caratteristiche tipiche del modello tradizionale di banca popolare cooperativa:
Le Banche Popolari contano oggi oltre un milione di soci e più di undici milioni di clienti. Le dipendenze delle Banche Popolari rappresentano il 27% degli di sportelli bancari in Italia, con una distribuzione capillare sul territorio ed una concentrazione maggiore nelle aree in cui si registra un'alta presenza di piccole e medie imprese. La quota di mercato dell'intermediato si approssima al 25%.
Le Banche Popolari nascono nella seconda metà del XIX secolo - con la fondazione della prima Banca Popolare a Lodi nel 1864 - sul modello della Volksbank tedesca, introdotto in Italia da Luigi Luzzatti.
Grazie al caratteristico assetto cooperativo e alla particolare attenzione rivolta alla piccola imprenditoria e alle famiglie, le Banche Popolari conoscono un successo immediato conquistando nell'arco di pochi anni un quarto del mercato creditizio italiano.
Nell'intervallo tra le due guerre, la crisi del sistema bancario e una politica economica orientata alle grandi imprese inducono una profonda ristrutturazione del settore che, pur senza indebolirne la presenza sul territorio, riduce le Banche Popolari da oltre 750 a 300.
Nel secondo dopoguerra, in una fase di grandi cambiamenti per l'economia italiana e per il suo sistema finanziario, le Banche Popolari diventano protagoniste di un processo continuo di crescita, espandendo gradualmente la loro la quota di mercato fino a raggiungere nei primi anni '90 il 15% del Sistema bancario.
I mutamenti del quadro normativo e del contesto operativo introdotti dalla legge bancaria del 1993 hanno contribuito ad accelerare ulteriormente lo sviluppo del Credito Popolare. Attraverso un elevato numero di operazioni di acquisizione e fusione tra Banche Popolari di maggiore dimensioni, altre Popolari e banche locali, la Categoria vanta oggi una quota di mercato prossima al 25% dell'intermediato ed al 27% degli sportelli.
| Istituti di Credito (1) | 86 | Totale Attivo (miliardi di EURO) | 498 | |
| Sportelli | 9.504 | Provvista (miliardi di EURO) | 456 | |
| Soci (2) | 1.250.000 | Impieghi (miliardi EURO) | 393 | |
| Clienti | 12.100.000 | Quote di mercato % | ||
| Dipendenti | 84.300 | Provvista | 27,0 | |
| Impieghi | 24,7 | |||
| Sportelli | 28,3 |
(1) Comprese le S.p.A. controllate
(2) Soci di Banche Popolari Cooperative
Numero Banche Popolari e BCC (*): |
144.100 |
Numero Credit Unions |
49.300 |
| Totale Istituti di Credito Pop & Coop | 193.400 |
Soci Banche Popolari e BCC (*): |
224 milioni |
Soci Credit Unions |
184 milioni |
| Totale Soci (members) | 408 milioni |
Fonte: Elaborazioni e stime ASSOPOPOLARI su dati ICBA (International Co-Operative Banking Association), WOCCU (World Council of Credit Unions), EACB (European Association of Co-operative Banks), CIBP (Confédération Internationale des Banques Populaires)
(*) BCC: Banche di Credito Cooperativo